" In verità, molte svolte decisive e importanti accadono per il solo fatto di assumersi certe responsabilità o per aver compreso l' importanza di dare ascolto a una propria verità.

Altre volte, lungi dall'avere problemi di origine sistemica, la soluzione si trova nell'evidenziare la natura traumatica di certi comportamenti disfunzionali o riconoscendo che una dinamica di relazione provoca sofferenza per una semplice mancanza di rispetto o di comunicazione e non per disordine sistemico"

 

"Attilio Piazza"

 

 

Più attenzione si presta al momento presente, tanto più gli si da vita ed energia, ed è più facile così rimanere connessi con la nostra parte sacra, permettendoci di esprimere la pienezza del nostro essere.

Ho sperimentato, grazie a questa pratica, che così facendo è possibile affrontare e risolvere qualsiasi situazione nel presente, poichè il passato è ormai dietro di noi, ed il futuro non è ancora arrivato.

 

Questo crea nel profondo un senso di libertà e rilassatezza.

 

Nel momento in cui noi siamo gli osservatori del momento presente le risposte, le risorse, le azioni, la forza, etc. saranno lì al momento giusto in cui ne abbiamo bisogno, non prima e né dopo, ma nel momento preciso nel quale entrano a far parte del nostro presente.

Ecco che, osservando un sistema, riusciamo a notare la sua sacralità e la sua completezza.

 

"Strettamente parlando, non riceviamo la vita dai nostri genitori; essa viene a noi da molto lontano attraverso di loro, che sono il nostro legame con la fonte della vita, con ciò che sta al di là di qualsiasi loro mancanza. Legandoci a loro stabiliamo un contatto con quella fonte più profonda".

"Quando le persone, guardando i genitori, riconoscono la fonte della vita, succedono cose meravigliose.

L'Amore esige che chi lo riceve renda onore sia a chi glielo dà, sia al dono.

Chiunque ami e onori la vita, implicitamente ama e rende onore a chi la dà. Quando si accetta e si onora sia il dono, sia chi lo fa, si eleva il dono alla luce finchè non brilla e, anche se il dono passa a chi viene dopo, chi lo ha dato risplende della sua luce."

 

"Bert Hellinger"

 

 

 

 

 

 

 

Quando si avverte la sensazione di non essere in sintonia con le leggi dell'esistenza e di non vivere una vita propria, occorre onorare i destini che non ci appartengono ed è anche necessario staccarsi con fermezza per poter vivere la propria esistenza in libertà, così da sentirsi realizzati.

E' bello poter fermarsi e decidere in quale condizione si vuole stare, è bello decidere della propria vita, è bello mettere in ordine, è bello nutrire un senso di pace che, come i cerchi procurati da un sasso nell’acqua, si espandono sempre di più appianando ogni difficoltà.

La società, la frenesia della vita ci ha talmente abituati a porre attenzione all'esterno, all'altro, che la tendenza a "guardare fuori" rischia di prendere il sopravvento sul "guardarsi dentro", e questo approccio la prima cosa che blocca è ciò che, per natura, ci connette al nostro profondo ovvero il respiro.

 

E' molto importante quindi, invertire il senso di marcia e orientare la nostra attenzione dal fuori al dentro così da acquisire quella cansapevolezza che ci permette di connetterci con ciò che vogliamo, ma, con cio' che siamo nel momento presente.

 

"Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio.

È un modo di generare consapevolezza.

Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.

Siate consapevoli del respiro.

Fate attenzione alla sensazione del respiro.

Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo.

Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione.

Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un

pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli.

Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.

Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade.

Il respirare accade da solo.

È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade.

Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale.

Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità.

Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.

La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.

Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza.

È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma.

L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti.

“La cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.

Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta.

La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita si ogni giorno.

Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori.

Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti.

Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro.

Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili.

Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso.

E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio."

 

"Eckhart Tolle"

 

 

 

 

 

Cambia le parole, trasforma le percezioni in base a come utilizziamo la parola creiamo, forgiamo le nostre esperienze e le nostre emozioni, le parole hanno una loro forza ed imparare a rinnovare o meglio trasformare termini che facevano parte della "vecchia comunicazione" è molto importante.

Le persone provano sensazioni più o meno simili ma le vivono in modo diverso a seconda delle etichette emotive che vengono utilizzate per definirle.

In relazione ad una stessa situazione, una persona può sentirsi delusa, un'altra triste, un'altra ancora confusa.

Queste parole si traducono in una forte differenza sul piano delle nostre sensazioni e, cambiando le sensazioni, cambiano i comportamenti.

Il veicolo per esprimere un concetto e un'emozione è quello delle parole.

E le parole sono utilizzate sia per comunicare con gli altri sia con noi stessi.

Riappropriandoci del controllo delle parole che utilizziamo, cerchiamo di eliminare il più possibile quelle negative, che ci tengono "bassi" e rafforziamo quelle positive e, se possibile, ne creiamo di nuove, cosichè possono avvenire in noi importanti cambiamenti!

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" In verità, molte svolte decisive e importanti accadono per il solo fatto di assumersi certe responsabilità  o per aver compreso l' importanza di dare ascolto a una propria verità.

Altre volte lungi dall'avere problemi di origine sistemica, la soluzione si trova nell'evidenziare la natura traumatica di certi comportamenti disfunzionali o riconoscendo che una dinamica di relazione provoca sofferenza per una semplice mancanza di rispetto o di comunicazione e non per disordine sistemico"

 

"Attilio Piazza"

 

 

Più attenzione si presta al momento presente, tanto più gli si da vita ed energia, ed è più facile così  rimanere connessi con la nostra parte sacra, permettendoci di esprimere la pienezza del nostro essere.

Ho sperimentato, grazie a questa pratica, che così facendo è possibile affrontare e risolvere qualsiasi situazione nel presente, poichè il passato è ormai dietro di noi, ed il futuro non è ancora arrivato.

 

Questo crea nel profondo un senso di libertà e rilassatezza.

 

Nel momento in cui noi siamo gli osservatori del momento presente le risposte, le risorse, le azioni,  la forza, etc. saranno lì al momento giusto in cui ne abbiamo bisogno, non prima e né dopo, ma nel momento preciso nel quale entrano a far parte del nostro presente.

Ecco che, osservando un sistema, riusciamo a notare la sua sacralità e la sua completezza.

 

"Strettamente parlando, non riceviamo la vita dai nostri genitori; essa viene a noi da molto lontano attraverso di loro, che sono il nostro legame con la fonte della vita, con ciò che sta al di là di qualsiasi loro mancanza. Legandoci a loro stabiliamo un contatto con quella fonte più profonda".

"Quando le persone, guardando i genitori, riconoscono la fonte della vita, succedono cose meravigliose.

L'Amore esige che chi lo riceve renda onore sia a chi glielo dà, sia al dono.

Chiunque ami e onori la vita, implicitamente ama e rende onore a chi la dà. Quando si accetta e si onora sia il dono, sia chi lo fa, si eleva il dono alla luce finchè non brilla e, anche se il dono passa a chi viene dopo, chi lo ha dato risplende della sua luce."

 

"Bert Hellinger"

 

 

Quando si avverte la sensazione di non essere in sintonia con le leggi dell'esistenza e di non vivere una vita propria, occorre onorare i destini che non ci appartengono ed è anche necessario staccarsi con fermezza per poter vivere la propria esistenza in libertà, così da sentirsi realizzati.

E' bello poter fermarsi e decidere in quale condizione si vuole stare, è bello decidere della propria vita, è bello mettere in ordine, è bello nutrire un senso di pace che, come i cerchi procurati da un sasso nell’acqua, si espandono sempre di più appianando ogni difficoltà.

La società, la frenesia della vita ci ha talmente abituati a porre attenzione all'esterno, all'altro, che la tendenza a "guardare fuori" rischia di prendere il sopravvento sul "guardarsi dentro", e questo approccio  la prima cosa che blocca è ciò che, per natura, ci connette al nostro profondo ovvero il respiro.

 

E' molto importante quindi, invertire il senso di marcia e orientare la nostra attenzione dal fuori al dentro così da acquisire quella cansapevolezza che ci permette di connetterci con ciò che vogliamo, ma, con cio' che siamo nel momento presente.

 

"Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio.

È un modo di generare consapevolezza.

Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.

Siate consapevoli del respiro.

Fate attenzione alla sensazione del respiro.

Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo.

Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione.

Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli.

Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.

Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade.

Il respirare accade da solo.

È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade.

Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale.

Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità.

Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.

La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.

Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza.

È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma.

L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti.

“La cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.

Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta.

La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita si ogni giorno.

Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori.

Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti.

Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro.

Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili.

Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso.

E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio."

 

"Eckhart Tolle"

 

 

Cambia le parole, trasforma le percezioni in base a come utilizziamo la parola creiamo, forgiamo le nostre esperienze e le nostre emozioni, le parole hanno una loro forza ed imparare a rinnovare o meglio trasformare termini che facevano parte della "vecchia comunicazione" è molto importante.

Le persone provano sensazioni più o meno simili ma le vivono in modo diverso a seconda delle etichette emotive che vengono utilizzate per definirle.

In relazione ad una stessa situazione, una persona può sentirsi delusa, un'altra triste, un'altra ancora confusa.

Queste parole si traducono in una forte differenza sul piano delle nostre sensazioni e, cambiando le sensazioni, cambiano i comportamenti.

Il veicolo per esprimere un concetto e un'emozione è quello delle parole.

E le parole sono utilizzate sia per comunicare con gli altri sia con noi stessi.

Riappropriandoci del controllo delle parole che utilizziamo, cerchiamo di eliminare il più possibile quelle negative, che ci tengono "bassi" e rafforziamo quelle positive e, se possibile, ne creiamo di nuove, cosichè possono avvenire in noi importanti cambiamenti!